Lisbona

Lisbona è la Saudade. Il sentimento è nato tra le sue strade, risuona nei suoi vicoli, si canta nelle case, riecheggia nelle piazze. Il nostro viaggio non poteva che concludersi qui. Lisbona città di contrasti, di vecchio e nuovo che si rincorrono, di colori che si fondono senza soluzione di continuità, tra sole, oceano e tradizione.
"Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole" scriveva Fernando Pessoa, il più grande poeta portoghese. Perché Lisbona è azzurra come il mare e gli azulejos che decorano i suoi edifici, è gialla come il sole che la illumina e come i vecchi tram che dalla Baixa Chiado si arrampicano su per le strade di Alfama, è rossa come la passione del popolo lusitano e come i tetti delle sue case. Gli antichi quartieri del centro della città (i Bairros, come li chiamano i portoghesi) mostrano al visitatore l’immagine di una città ancorata al passato di un paese conquistatore del mondo, amante delle scoperte e delle esplorazioni, che da qui, la capitale, mandava i suoi uomini in cerca di nuove terre e nuove fortune e dei quali poi, inevitabilmente, sentiva tanto la mancanza…
Tutte le musiche del Fado de Lisboa raccontano di una città che ancora oggi guarda all’orizzonte, e al futuro, per placare la nostalgia - per matar a Saudade - di quello che non c’è più, ma anche per andare avanti. "Bairros de Lisboa", famosa canzone di Alfredo “Marceneiro” Durante (uno dei massimi esponenti del Fado de Lisboa) racconta proprio di questo. Descrive i quartieri della citta, il loro legame con la storia, ma anche la loro voglia di riscatto e cambiamento.
“Il quartiere di maggior fama
Il più fadista e marinaio
È la bella e vecchia Alfama
Ricorda di più la nostalgia
Che ancora ha il sapore di Fado”

Così parla di Alfama, ma allo stesso modo descrive Belém, il Bairro Alto, Benfica, tutti i quartieri della città.
Ma la Lisbona odierna è anche una metropoli moderna ed evoluta. In netto contrasto con il cuore antico della città, ad esempio, la zona orientale di Lisbona, nota proprio come Oriente, presenta elementi architettonici ed urbanistici assolutamente all’avanguardia. Il Parque das Nações, costruito in occasione dell’Expo ’98, è l’emblema di una città, e di un paese intero, che tenta di proporsi al mondo come nucleo di sviluppo e progresso, oltre che di storia e cultura. Centri commerciali, alberghi, un casinò, una stazione in stile futurista, il ponte più lungo d’Europa (il Vasco da Gama); Oriente è il simbolo del Portogallo che si trasforma e vive.
La canzone di Durante termina con un verso che racchiude e sintetizza perfettamente lo spirito che anima questa città, il suo forte legame con la storia passata che resta ancora e con un  presente che vive di una cultura sociale proiettata al futuro. 
“La tradizione non finisce mai
Nessuno l’ha ancora uccisa
E il presente vive ancora del passato che resta”